Scopriamo l’antica tradizione da cui proviene un prodotto divenuto simbolo di un territorio, la pasta di Gragnano.

Gragnano è una piccola città del napoletano dove regna il gusto a tavola. Nonostante abbia solo trentamila abitanti è riuscita a ricavarsi la sua nicchia nel campo delle eccellenze gastronomiche. La pasta è sicuramente il prodotto più conosciuto (e imitato), ma Gragnano ha anche altre eccellenze da offrire. Il panuozzo è una di queste, personalmente lo inserirei nel patrimonio dell’umanità campana. Ogni pizzeria deve offrirlo per essere competitiva e ogni pizzaiolo ha un modo proprio di prepararlo.
Se a Gragnano si mangia bene si beve anche meglio. Il vino locale è degno di accompagnare i piatti tradizionali. I fianchi dei Monti Lattari ospitano in ordinati filari le coltivazioni di piedirosso, sciascinoso e aglianico. Dal loro mix, in cui il protagonista è il piedirosso, si ottiene il vino “Gragnano” tanto decantato da Plinio.

Storia antica

Il territorio dove sorge Gragnano fu occupato per la prima volta dalle tribù campane degli Osci. Una delle più antiche popolazioni autoctone italiane.
Nel I secolo a.C. l’avvento dei romani porta alla formazione del primo insediamento stabile. Roma inviò un console, Lucio Cornelio Silla, per domare le rivolte nella vicina Stabiae. I rivoltosi che riuscirono a fuggire dalla furia romana si rifugiarono sulle colline gragnanesi, creando il primo nucleo insediativo.

Qui trovarono le condizioni ideali per lo sviluppo agricolo, grazie alla presenza di fonti d’acqua e di terreni fertili. La posizione a cavallo di due coste forniva un microclima particolare, adatto alla coltivazione e lavorazione del grano.
L’etimologia del nome “Gragnano” deriva con molta probabilità dalla Gens Grania e dai suoi possedimenti in zona. Il termine granarium (granaio) ha portato a pensare che il villaggio fosse un deposito di viveri per Roma.

Nel periodo di transizione tra impero romano e alto medioevo il territorio fu soggetto a numerose scorribande da parte delle popolazioni germaniche. Gli abitanti si spostarono verso le alture per meglio difendersi, ed eressero il castello visitabile tutt’oggi. Inoltre ottennero la protezione della Repubblica di Amalfi, che ne approfittò per consolidare il suo potere nell’entroterra. I castelli di Gragnano e Lettere garantivano le spalle coperte agli amalfitani, controllando le pianure del napoletano. In seguito alla conquista normanna e all’ascesa sul trono di Napoli di Guglielmo II, il villaggio cominciò un periodo di tranquillità e prosperità come regio demanio.